Antonio Bomba ci propone una sua personale
rivisitazione dei ranking per nazionali, partendo dal ranking mondiale.
Inizia oggi un’analisi del valore delle nazionali attraverso
diversi metodi, che potremo definire alcuni per valori assoluti, altri per
valori relativi.
Partendo dal presupposto che l’attuale Ranking Fifa piace a pochi, presenta molte falle, ma è il meno
peggio mai utilizzato dalla federazione mondiale, mettetevi il cuore in pace.
La formula perfetta non esiste e non potrà mai esistere per classificare le
varie nazionali. Ogni ranking ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Nessuno finirà
mai col soddisfare tutti, forse nemmeno una minima parte del pubblico.
Pazienza. Troppo spesso la gente tende a confondere il valore vero e proprio di
una nazionale, o spesso della sua rosa, con quanto effettivamente questa
raccoglie sul campo. Insomma, per fare un esempio pratico, se il 99% della
gente non tarderà a riconoscere che una Germania neo campione del mondo merita
di essere prima in un ranking, una percentuale sensibilmente minore sarà
disposta ad accettare Spagna, Olanda, Argentina o chicchessia al secondo posto,
portando teorie su teorie troppo spesso mai confutate da fatti effettivi. Le
vittorie “ai punti” esistono nella boxe ed in altri sport, ma non nel calcio.
Certo, si può pesare il valore di un avversario ma se il problema è confonderlo
col valore teorico che ognuno di voi dà ad una prestazione, una conclusione
unitaria al problema non si avrà mai. Quindi amen.
Messo il cuore in pace a chi contesterà diverse posizioni
passiamo quindi ad illustrare un ranking mondiale, aggiornato al post mondiale
2014, facendo nostro un assunto che molti appassionati hanno tirato fuori
quando l’Italia è stata esclusa dalle teste di serie dei mondiali stessi, in
favore di nazionali molto meno in vista. Vale a dire: una nazionale finalista
all’europeo e terza in Confederations Cup DEVE essere testa di serie.
Ed ecco quindi una classifica che possiamo chiamare Ranking per valori assoluti, che
utilizza cioè solo le competizioni più importanti per classificare le
nazionali. Abbiamo quindi preso in considerazione le varie competizioni
continentali: Europeo, Copa America, Gold Cup, Coppa d’Africa,
Coppa d’Asia e Coppa d’Oceania e le due competizioni sovra continentali
attualmente esistenti, vale a dire la Coppa
del Mondo e la Confederations Cup.
Come sono distribuiti i punti? Ricordate il criterio
utilizzato per classificare le nazionali di ogni tempo ed i CT di ogni tempo?
Ecco quello. Qui lo ricapitoliamo: 7 punti a chi vince un incontro durante i
tempi regolamentari, 6 punti per chi vince ai supplementari, 5 punti per chi
trionfa ai rigori, mentre il pareggio vale 4 punti per squadra. E le perdenti?
1 punto viene assegnato a chi perde nel corso dei tempi regolamentari, 2 punti
a chi esce sconfitto dai supplementari e 3 punti a chi perde alla cosiddetta
lotteria dei rigori.
A quanto detto sopra va considerata la differenza reti,
positiva o negativa che sia, che una squadra ottiene al termine di ogni
partita. Verrà quindi aggiunto 1 punto decimale ai punteggi riportati sopra e
ne verrà tolto 1 per ogni goal di differenza reti, di partita in partita.
Infine viene riconosciuto un bonus di 8 per ogni passaggio
di turno e per la vittoria finale. Resta quindi esclusa da questo bonus di 8
punti la vincitrice della finale per il terzo e quarto posto non essendo una
vittoria finale di torneo e tantomeno un autentico passaggio di turno, bensì un
passaggio di mezzo.
Anche gli esempi sono gli stessi: Italia – Inghilterra 2-1.
L’Italia riceve 7 punti e l’Inghilterra 1. Tuttavia la prima si ritrova 1 punto
decimale in più per la differenza reti e l’Inghilterra 1 in meno. Pertanto a
fine partita l’Italia avrà totalizzato 7.1 e l’Inghilterra 0.9. Germania –
Brasile 7-1. La Germania totalizza un punteggio di 7.6 ed il Brasile di 0.4.
Inoltre alla Germania vengono aggiunti 8 punti per il passaggio del turno. In
finale invece la Germania ha sconfitto per 1-0 l’Argentina ma ai tempi
supplementari. Il punteggio finale per il nostro ranking sarà quindi Germania
6.1 e Argentina 1.9, con la Germania che si ritrova anche gli 8 punti di bonus
per la vittoria della coppa del mondo.
Non è finita qui. Sarebbe quantomeno assurdo considerare
alla pari tutte le competizioni. Per distinguere una competizione da un’altra e
dare ad ognuna il suo ordine di importanza ogni competizione ha un proprio
coefficiente. Le coppe continentali sono così classificate: Dati i punti
totalizzati col metodo sopra descritto dalle prime due nazionali di ogni
continente nella coppa del Mondo precedente, la confederazione col maggior
numero di punti vedrà la propria coppa moltiplicata per 6, la seconda per 5, la
terza per 4 e così a scendere fino all’ultima che varrà uno. Il mondiale vale
invece sempre 12 (il doppio di quanto possa valere vincere la miglior
competizione continentale), mentre la Confederations Cup vale sempre 4. Il
numero non è scelto a caso. Per quanto il trofeo nelle ultime tre edizioni stia
acquisendo sempre più importanza non è ancora così ambito o rilevante quanto le
due coppe continentali che da sempre si contendono i coefficienti 6 e 5, vale a
dire l’Europeo e la Copa America.
Proprio come il ranking Fifa questa classifica tiene in
considerazione soltanto gli ultimi quattro anni. Questo porta ad un’ulteriore
regola da scrivere o se volete una specificazione da fare. Le competizioni
continentali che non sono quadriennali, che non si disputano cioè una sola
volta tra un mondiale e l’altro, vedono il proprio coefficiente
continentale dividersi per 2 o 3 a
seconda delle edizioni “in più” disputate rispetto al quadriennio.
Dati i risultati del mondiale 2010 i coefficienti
continentali sono risultati questi:
Tutto chiaro? Lo spero. Ad ogni modo questo è il ranking per
valori assoluti aggiornato al post mondiale 2014. In grassetto abbiamo
evidenziato le prime 32, a sottolineare le meritevoli di partecipare al mondiale
“ideale”.
L’esempio proposto nelle prime righe non era stato fatto a
caso. La Germania è prima nel
ranking grazie al mondiale vinto e ad una semifinale persa per un solo goal
all’Europeo 2012. E’ prima anche nel ranking Fifa e dubitiamo dato il proprio
ruolino di marcia non possa essere prima in un qualsiasi ranking.
La segue un Brasile
che a molti farà storcere il naso. Eppure ci dimentichiamo che alla fine i
verdeoro al mondiale han sì concluso malissimo, ma han pur fatto meglio di
altre 28 nazionali al solo mondiale, per non parlare di quelle che nemmeno si
sono qualificate. Il Brasile deve questa piazza d’onore anche al trionfo in
Confederations Cup nel 2013. La segue la rivale di sempre, l’Argentina finalista al mondiale e
sconfitta solamente ai supplementari.
Fuori dal podio la sorprendente Olanda con un mondiale concluso al terzo posto e privo di sconfitte
nei tempi regolamentari che ben sopperisce al deludente europeo giocato nel
2012. Poco dietro l’Uruguay
vincitore nel 2011 nella Copa America, quarto in Confederations Cup e comunque
capace di giungere agli ottavi del mondiale appena terminato pur non
entusiasmando.
La Spagna scivola
dal primo posto in cui stava prima del mondiale al sesto. Un trionfo
all’Europeo e una finale di Confederations sono più che sufficienti per non far
sparire dalla Top 10 gli iberici, che qui precedono le sorprendenti Colombia e Francia.
Chiudono la top 10 due nordamericane che al mondiale hanno
sorpreso e non poco: La Costa Rica
mai sconfitta ed uscita ai rigori ai quarti per mano dell’Olanda ed il Messico, sconfitto sempre dall’Olanda
ma agli ottavi. Entrambe possono contare anche qualche punto accumulato nella
Copa America 2011 a cui sono state invitate.
Subito fuori dalle migliori dieci troviamo la nostra Italia. Troppi pochi punti al mondiale
e diversi pareggi e sconfitte di troppo accumulate tra Europeo e Confederations
inficiano in termini di punteggi la classifica nonostante l’ottimo fatto in
queste due competizioni. Gli azzurri precedono il Belgio che pur avendo fatto molto bene al mondiale non può contare
su altre competizioni per accumulare punti e gli Stati Uniti vincitori della Gold Cup 2013 e finalisti nel 2011.
Scorrendo ancora la classifica la prima africana è la Nigeria al quindicesimo posto, con il Giappone a comandare le fila del calcio
asiatico dal proprio ventiquattresimo posto.
Tra le prime trentadue le uniche a non aver disputato il
mondiale sono il Paraguay finalista
di Copa America 2011, una competizione che ha permesso di far entrare tra le
migliori anche le semifinaliste Perù
e Venezuela. Il Mali deve la propria trentesima posizione ai due terzi posti
ottenuti nelle due coppe d’Africa disputate nel quadriennio, così come lo Zambia conquista la trentaduesima
posizione grazie al trionfo ai rigori nella coppa d’Africa 2012.
Non resta che sottolineare i nuovi coefficienti per le coppe
continentali a seguito di quanto accaduto al mondiale 2014.
Il Nord America
grazie all’impresa del Costa Rica e al Messico scavalca un’Africa apparsa stanca e in calo, aggiundicandosi il coefficiente 4.
L’Asia resta quinta ma peggiora
gravemente il proprio punteggio. Sempre ultima l’Oceania che in questa edizione non è stata nemmeno in grado di
portare una propria rappresentante al mondiale. Davanti resta a coefficiente 6
l’Europa nonostante abbia perso
diversi punti. Sempre seconda il Sud
America.
Per il ranking a valori assoluti è tutto. Nei prossimi
giorni tenteremo di utilizzare un criterio relativo e zonale, ovvero da
applicare continente per continente.
A presto sempre su Calcio e altri elementi!
Email Antonio Bomba: abomb@hotmail.it
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Due punti su cui chiedo lumi:
RispondiElimina1) così com'è impostato il valore per i tornei continentali, l'Ocenia sarà di fatto sempre la peggiore confederazione (giacché non ha nemmeno un posto sicuro ai Mondiali)?
2) l'inclusione della Confederations nel calcolo (lo so, è un punto dolente in tutti i ranking esistenti e alternativi, basti pensare che quello FIFA la comprende, quello UEFA no) non è troppo distorsivo, nel senso che finisce per favorire troppo chi vi partecipa, in quanto di trova a sommare 3 tornei e non 2 come tutte le altre nazionali?
Ciao Rado grazie dei tuoi deubbi. Mi permetti di spiegare un paio di cose.
RispondiElimina1) Diciamo che è normale sia così.... Nel senso che sostanzialmente al momento il calcio in Oceania non esiste con l'Australia emigrata in Asia e la sola Nuova Zelanda a fare del calcio decente nonostante sia riuscita a perdere la coppa contro Haiti. Quindi è normale sia sempre a coefficente 1...
2) E' per valori assoluti proprio perchè considera solo le grandi competizioni. Quindi ci sta che chi arriva in fondo alla Confederations goda sempre di qualche vantaggio in più. Fermo restando che piazzare un coefficente per la Confederations è sempre difficile....
Grazie ancora,
Tahiti scusami....
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