mercoledì 22 novembre 2017

STORIA DEI SORTEGGI DELLA FASE FINALE DEI MONDIALI - 1a PARTE (DAL 1930 AL 1954)




Rado il Figo ci accompagna in un viaggio a puntate alla scoperta della storia dei sorteggi dei Mondiali di calcio.


Presentazione

Il prossimo 1 dicembre si terrà in Russia il sorteggio che delineerà il volto degli 8 gruppi iniziali della fase finale della XXI edizione della Coppa del Mondo FIFA. La pesca dalle urne è l'aspetto del torneo forse più sottovalutato in assoluto, pur contribuendo anch'esso ai destini delle squadre in lizza, e spesso in modo tutt'altro che secondario: eppure, le attenzioni, con annesse polemiche (solitamente pretestuose o legate al nulla), nascono con la composizione delle fasce e muoiono una volta estratte le palline, entrando poi nell'oblio più assoluto. Prova ne sia la difficoltà nel reperire informazioni complete e attendibili sui sorteggi del passato, anche più recente.

La presente analisi ha lo scopo d'illustrare gli aspetti principali delle procedure adottate finora in questa tappa della competizione: di fatto, ogni sua edizione ne ha conosciuta una propria ed esclusiva, poiché la FIFA, contrariamente all'UEFA, nei suoi regolamenti si è sempre limitata a dettare delle scarnissime norme-guida senza mai entrare nel dettaglio.

Tuttavia si possono riconoscere due punti fermi: in primo luogo, il sorteggio è sempre stato pilotato, cioè soggetto a vincoli, variamente stringenti, tesi a evitare “esiti indesiderati” teoricamente possibili effettuandone uno libero, quali (a citare il più noto e comunemente accettato) gli scontri fra nazionali provenienti dalla medesima confederazione nel primo turno, da ridurre al minimo. A tale scopo, le nazionali sono preliminarmente suddivise in fasce, da due a cinque, seguendo criteri geografici e/o di merito, di volta in volta opportunatamente (ri)definiti.

In secondo luogo, il sorteggio riguarda solo il primo turno, poiché gli abbinamenti nei successivi sono prestabiliti allestendo un apposito tabellone; le uniche eccezioni datano 1930 e 1954, dove anche gli accoppiamenti per semifinali e quarti di finale, rispettivamente, furono affidati a una (seconda) pesca dalle urne.

Struttura e convenzioni

Ricordando che è trattata solo la fase finale, per ogni edizione sono ricordate le “partecipanti” e la “formula” (in brevissimi cenni); spazio poi alle “fasce”, accompagnate da una ricostruzione sulle modalità della loro composizione, seguite dal dettaglio dei “vincoli” del sorteggio e dalle “particolarità”, cioè gli aspetti meno immediati legati ai precedenti tre punti. Infine, a evidenziare come la fortuna abbia avuto il suo peso, determinante o meno, è presentato il “girone di ferro”, il gruppo ex-post più difficile teoricamente possibile con un diverso esito del sorteggio.

Per ragioni di brevità, le nazionali sono individuate dalla (intuibile) sigla FIFA, distinguendo con (o) l'organizzatore, (d) il detentore e (*) le teste di serie, mentre continenti e/o confederazioni sono così abbreviati (fra parentesi il colore usato per distinguerne i membri nelle caselle delle “fasce” e del “girone di ferro”):

EU: Europa o UEFA (azzurro)
AF: Africa o CAF (verde)
AS: Asia o AFC (grigio)
OC: Oceania o OFC (arancio)
NA: Nord e Centro America e Caraibi o CONCACAF (rosso)
SA: America del Sud o CONMEBOL (giallo)

Poiché per tutta la Coppa Rimet (dal 1930 al 1970) la FIFA, non solo quantificava quanti posti ogni regione avesse diritto alla fase finale, ma anche quali nazionali ne facevano parte, con scelte bizzarre, per quanto opportune, della Siria “europea” o della Rhodesia (oggi Zimbabwe) “asiatica”, la distinzione fra continenti e confederazioni è stata anche sostanziale.

Infine, a fianco di ogni nazionale è citato il piazzamento:
- nella classifica finale, con 1, 2, 3 o 4 per i primi quattro posti (e con S per le semifinaliste del 1930), Q per i quarti di finale (ovvero la seconda fase a gruppi dal 1974 al 1982), O per gli ottavi di finale e G per la fase a gruppi (ovvero la prima dal 1974 al 1982), per il “girone di ferro”;
- nella graduatoria (vedi infra), per le “fasce” da Messico 1986 in avanti.

Uruguay 1930

Partecipanti: 13, così suddivise:
EU (4): BEL, FRA, YUG, ROU
NA (2): MEX, USA
SA (7): ARG, BOL, BRA, CHI, PAR, PER, URU (o)
Formula: 4 gironi iniziali da quattro (l'1) o tre squadre, le cui prime classificate accedono alla fase a eliminazione diretta, dalla semifinali alle finali per il 1° e il 3° posto.
Fasce: prettamente geografiche. Nella I confluiscono le 4 migliori del SA (ARG, BRA, PAR, URU), nella II le 4 europee, mentre nella III (l'unica a cinque squadre) le 2 del NA e le 3 sudamericane rimaste. Le teste di serie sono 5, individuate nelle 4 componenti la I fascia e negli USA della III.


Vincoli: ogni girone deve avere una squadra per fascia, tranne l'1 che ne ha due della III, e almeno una testa di serie.
Particolarità: gli USA non godono di nessun vantaggio concreto nell'essere testa di serie, perché inevitabilmente devono finire in un girone dove ve n'è un'altra, e senza tralasciare come pare non esservi alcun accortezza a evitare un derby col MEX. Inoltre, nonostante sia graditissima una finale URU-ARG, gli accoppiamenti per le semifinali non sono affidati né a un tabellone predefinito né a un sorteggio pilotato ma scelti da uno libero. Infine, la “finalina” non ha luogo perché la YUG vi rinuncia e gli USA si… adeguano, e il terzo posto è (loro) assegnato solo in virtù dei risultati conseguiti fino alle semifinali.

Girone di ferro


Tre delle quattro semifinaliste potevano incrociarsi già nel girone iniziale, con esiti realisticamente nefasti per YUG e USA, per i quali Uruguay 1930 rappresenta la miglior prestazione di sempre nel torneo (bissata dagli slavi nel 1962).

Italia 1934

Partecipanti: 16, così suddivise:
EU (12): AUT, BEL, TCH, FRA, GER, ITA (o), NED, ROU, ESP, SWE, SUI, HUN
AF/AS (1): EGY
NA (1): USA
SA (2): ARG, BRA
Formula: integrale eliminazione diretta, dagli ottavi di finale alle finali per il 1° e il 3° posto.
Fasce: due da 8 squadre l'una. Una prima distribuzione è su base geografica, con le 2 del SA (ARG e BRA) nella I delle teste di serie, e le 2 restanti extra-europee nella II, anche se il nome di una di queste ultime è ancora incerto; infatti, la FIFA accetta l'iscrizione tardiva degli USA, avvenuta talmente fuori tempo massimo che… le eliminatorie in NA sono già bell'e concluse e il MEX, regolarmente qualificato e già in Italia, è costretto a giocarsi uno spareggio estemporaneo a Roma contro la nazionale a stelle e strisce, perdendolo.
La seconda suddivisione tocca solo le rappresentanti del Vecchio Continente, da sparpagliare equamente nelle due fasce: finiscono così nella I, l'organizzatrice ITA e le più unanimemente accreditate AUT, TCH e HUN, oltre, un po' a sorpresa, a GER e NED, giacché in II si accomodano le 3 superstiti presenti del 1930 (BEL, FRA, ROU).


Vincoli: ogni ottavo di finale è disputato da una squadra per fascia, mentre dai quarti in avanti ci si affida agl'incroci predefiniti dal tabellone.
Particolarità: la formula sportivamente crudele del “dentro o fuori” in ogni gara è mitigata solo parzialmente negli ottavi, l'unico turno dove gli accoppiamenti non sono lasciati esclusivamente agli umori della dea bendata.
Girone di ferro: più propriamente, qui si deve parlare di “incroci terribili”; le 4 semifinaliste (ITA, TCH, GER, AUT), tutte teste di serie, potevano ammassarsi nella parte alta del tabellone, mentre nella parte bassa potevano finire ben 7 delle 8 eliminate agli ottavi (l'HUN unica eccezione), con tutto quel che ne consegue, p.es.: con una TCH eliminata ai quarti e/o i magiari spingersi fino alla finale, in un'inversione dei reali risultati conseguiti.

Francia 1938

Partecipanti: 16, così suddivise:
EU/AF (13): AUT, BEL, TCH, FRA (o), GER, ITA (d), NED, NOR, POL, ROU, SWE, SUI, HUN
AS (1): DEI
NA (1): CUB
SA (2): BRA

Formula: confermata quella dell'edizione precedente, cui si rimanda.
Fasce: due da 8 squadre l'una, la cui composizione è più laboriosa del solito poiché il sorteggio avviene… a eliminatorie in corso! Infatti, solo in AS e SA sono terminate, perché fra mancate iscrizioni, ritiri e squalifiche, vi è rimasta solo una rappresentativa attiva per parte, rispettivamente DEI e BRA. Tuttavia, fino al 1958, solo europee e sudamericane possono qualificarsi alla fase finale senza mai scendere in campo, mentre tutte le altre (eccetto le eventuali ammesse di diritto) devono disputare almeno una partita, consistente in uno spareggio “eccezionale” con avversaria decisa autonomamente dalla FIFA; pertanto, se il BRA vola dritto in FRA, le DEI devono attendere la conclusione delle eliminatorie per conoscere il nome di chi affrontare nel play off.
Nel Resto del Mondo, se in NA deve ancora iniziare il torneo di qualificazione, in EU (cui si aggrega l'EGY) sono ancora 6 le posizioni da definire, poiché i NED (per motivi misteriosi) sono valutati come già certi del passaggio alla fase finale, anche se la matematica non lo conferma ancora.
Per ovviare l'inconveniente dei nomi ancora ignoti, s'ipotizza che le incertezze siano (poi) risolte dalla nazionale teoricamente più forte fra quelle in lizza. Se il campo dovesse sovvertire i pronostici… tanto meglio per chi ha eliminato la favorita, di cui eredita il posto in fascia, e per la sua avversaria designata negli ottavi, dove affronta una compagine reputata più debole.
Per il resto, si segue la strada già percorsa 4 anni prima: la prima distribuzione su base geografica fa confluire le 2 americane “sicure”, il BRA e la rappresentante NA nella I fascia delle teste di serie, e la restante extra-europea, le DEI ovvero chi le dovesse estromettere nello spareggio, nella II. La seconda suddivisione tocca solo le rappresentanti del Vecchio Continente, da sparpagliare 6 nella I e 7 nella II: fra le teste di serie finiscono le qualificate di diritto (novità dell'edizione, destinata a replicarsi fino al 2002), cioè FRA organizzatrice e ITA detentrice, e le 5 più accreditate alla vigilia, individuate in AUT, TCH (o BUL), GER e HUN(o GRE); nell'altra fascia le restanti, fra cui, nuovamente, BEL e ROU, nonostante non abbiano mai saltato una fase finale.


Vincoli: ogni ottavo di finale è disputato da una squadra per fascia, mentre dai quarti in avanti ci si affida agl'incroci predefiniti dal tabellone.
Particolarità: dal sorteggio al calcio d'inizio del torneo, il quadro disegnato cambia, e non solo per attestarsi ai responsi delle eliminatorie, dove TCH, HUN, POL e BEL sciolgono le incertezze presenti, coi NED a confermare sul campo la qualificazione già loro attribuita per certa. Dal NA si hanno due responsi: gli USA, eliminati (per rinuncia!) sono designati come avversari delle DEI, mentre CUB, unica nazionale di zona a non essersi ritirata cammin facendo, deve giocarsi la qualificazione in uno spareggio estemporaneo con avversaria individuata nella (non iscritta!) ARG; tuttavia, i due play off non hanno luogo, per il forfait delle due ripescate. Però, secondo un'altra lettura, fin dall'inizio era previsto uno spareggio fra la vincente del raggruppamento NA e la detentrice della Copa América (proprio l'ARG), il che spiegherebbe come la vincente fosse testa di serie.
Infine, l'AUT è annessa alla GER e scompare politicamente, lasciando il torneo monco di una partecipante, avendo l'ENG (anch'essa non iscritta) declinato l'invito a sostituirla.
Girone di ferro: più propriamente, si deve (ri)parlare di “incroci terribili”; le 4 semifinaliste potevano concentrarsi nella parte alta del tabellone, con tanto di possibile confronto diretto già negli ottavi, essendo la SWE di II fascia, al contrario delle altre 3 (ITA, HUN e BRA), mentre nella parte bassa potevano finire ben 6 delle 8 eliminate agli ottavi, permettendo così, p.es., di far giungere in finale la FRA dopo un cammino relativamente rilassante (affrontando nell'ordine DEI, CUB e GER), e l'ITA al termine di un autentico tour de force (fronteggiando una dopo l'altra SWE, HUN e BRA)

Brasile 1950

Partecipanti: 16, così suddivise:
EU/AF (8): FRA, ENG, ITA (d), YUG, ESP, SWE, SUI, X
AS (1): IND
NA (2): MEX, USA
SA (5): BOL, BRA (o), CHI, PAR, URU

Formula: doppia fase a gironi, tutti da quattro squadre l'uno, 4 nella prima e uno, valevole per il titolo, nella seconda, cui accedono le prime classificate di quelli iniziali.
Fasce: tre, di cui due da 4 squadre l'una e una da 8. Pur attendendo la conclusione delle qualificazioni, al momento del dunque alcune posizioni sono scoperte o incerte, complici le disagiate condizioni economiche e umane, terribile eredità del Secondo Conflitto Mondiale, che sconsigliano a molti la lunga traversata in terra brasiliana. Certe le defezioni di TUR e SCO, cui si è posto rimedio chiamando le eliminate FRA e POR, ma col secondo ancora indeciso, tanto da essere sostituito da una “X” nelle palline usate per il sorteggio, e con l'IND ad altrettanto serissimo rischio rinuncia. In tutti i casi, le fasce sono facilmente allestite su criteri geografici: la I dedicata alle sudamericane, la II “doppia” per le europee, e la III per il Resto del Mondo, cui si aggrega la BOL, per “manifesta inferiorità”.
La designazione delle 4 teste di serie avviene, invece, con estremo anticipo, durante le Olimpiadi di Londra 1948, e quindi ancor prima che le eliminatorie avessero inizio: le due qualificate di diritto, BRA organizzatore e ITA detentrice, e i vincitori del Torneo Interbritannico 1949/50 (sarà l'ENG), allora valevole come preliminare del Mondiale, e della Copa América 1947, l'ARG, poi ritiratasi e “sostituita” in tale veste dall'URU.


Vincoli: una volta abbinata a tavolino una testa di serie per girone (BRA nell'1, ENG nel 2, ITA nel 3 e URU nel 4), questi sono completati in modo che in ognuno vi siano una squadra di I e III fascia e due di II.
Particolarità: a sorteggi avvenuti, i timori di rinunce si rivelano fondati. Infatti, il POR (e forse in seconda battuta l'IRL) e l'IND rendono definitivo il loro no, cui si aggiunge quello della FRA, giunto dopo aver realizzato i chilometri da percorrere per disputare le sue tre gare di girone. Il torneo prosegue così con 13 squadre, essendo chiaramente impossibile trovare dei sostituti, ma stranamente non le si redistribuiscono più equamente con un secondo sorteggio, lasciando inalterati i responsi di quello effettuato, e avendo così un girone da 3 squadre e uno con appena 2.

Girone di ferro


Tre delle protagoniste del girone finale potevano anticipare i loro incontri in uno degli iniziali, e chissà se l'URU sarebbe riuscito a passare il turno, dovendo affrontare SWE e ESP e non unicamente la più che abbordabile BOL (sepolta 8-0).

Svizzera 1954

Partecipanti: 16, così suddivise:
EU/AF (12): AUT, BEL, TCH, FRA, FRG, ENG, ITA, YUG, SCO, SUI (o), TUR, HUN
AS (1): KOR
NA (1): MEX
SA (2): BRA, URU (d)
Formula: 4 gironi iniziali da quattro squadre, le cui prime e seconde classificate accedono alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale alle finali per il 1° e il 3° posto. È la formula più assurda della storia dei Mondiali, non tanto per la struttura quanto per le norme che regolano il primo turno; infatti, ogni girone contiene due squadre di I fascia e altrettante di II ma non sono previste le partite fra compagini della medesima. Il risultato sono gironi monchi giocati… a eliminazione diretta, poiché nemmeno il pareggio al 90’ è contemplato, venendo confermato solo se “resiste” anche ultimati i supplementari. La più grave conseguenza è che se nella seconda (e ultima) giornata di gare, si dovessero affrontare due squadre che hanno vinto la prima, basterà loro pareggiare per accedere sicuramente ai quarti di finale, come puntualmente avviene con BRA-YUG (ma non in HUN-FRG).
Fasce: due da 8 squadre. Oltre alla formula cervellotica, si aggrava il tutto ripetendo l'esperienza francese dell'ultimo Mondiale giocato in terra europea, con un sorteggio allestito a eliminatorie in svolgimento; addirittura in AS e SA devono ancora iniziare! Alla resa dei conti, solo metà dei nomi delle partecipanti è noto (comprese le due qualificate di diritto) al momento delle estrazioni, inconveniente cui si pone rimedio esattamente come avvenuto nel precedente citato, cioè ipotizzando la qualificazione della formazione più forte e così ragionando per la composizione delle due fasce. In realtà, i problemi sono solo sul versante europeo, poiché la prima scrematura è sempre su base geografica, con le due sudamericane in I fascia e le rappresentanti di AS e NA in II. Per il Vecchio Continente si ragiona anche in termini di cassetta, e non solo di valori tecnici: per cui in I fascia finiscono con ENG e HUN, già certe, e ESP, ancora in ballottaggio con la TUR, pure AUT, FRA e ITA (ovvero l'EGY), paesi confinanti con la SUI e quindi con concrete possibilità di farvi arrivare numerosi tifosi.
Forse sempre gl'incassi sono la ragione per cui gli organizzatori sono posti in II fascia, a dispetto anche dei risultati lusinghieri ottenuti nelle passate edizioni: affrontare due nazionali di rango nel girone, anche a costo di una precose eliminazione, presumibilmente rende di più dell'affrontare due formazioni di poco richiamo, pur a fronte di una terza gara per i quarti.


Vincoli: ogni girone ha due squadre per fascia, senza però ulteriori accorgimenti a evitare, p.es., che nel medesimo vi siano due sudamericane o quattro europee.
Particolarità: a eliminatorie terminate, il quadro definitivo è quasi identico all'ipotizzato, poiché se da AS, NA e SA escono i “logici” nomi di KOR, MEX e BRA, in EU hanno la meglio tutte le favorite (prime nominate in tabella), con l'unica pesantissima eccezione della ESP, beffata dalle rigidissime norme dell'epoca a vantaggio della TUR, che porta la FRG, sorteggiata nel medesimo girone degl'iberici, a chiedere un'inversione di fascia a tavolino con gli ottomani, per evitare di scontrarsi contro la favoritissima HUN, ricevendo un secco rifiuto.
Le astruse norme dei gironi consigliano poi di effettuare un secondo sorteggio per la fase a eliminazione diretta, soggetto al vincolo che le squadre del Girone 1 devono affrontare nei quarti quelle del Gruppo 2, così come quelle del 3 fronteggiare quelle del 4, mentre i successivi incroci sono fissati dal tabellone in modo che due nazionali provenienti dal medesimo girono possano (ri)affrontarsi solo nelle finali (come avviene sia con AUT-URU sia con HUN-FRG).

Girone di ferro



Un raggruppamento interamente europeo, contenente tutto il podio finale (FRG, HUN e AUT) e la migliore delle estromesse nei quarti di finale (YUG).






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